Vi mostro come ho effettuato il restauro di un vecchio mobile.

ADV. I puristi del restauro di un vecchio mobile, probabilmente vorrebbero che lo chiamassi restyling e in effetti, dal punto di vista tecnico è più corretto. Il restauro, infatti, è un intervento finalizzato a recuperare e conservare un bene mantenendone, per quanto possibile, la materia, le caratteristiche e la storia originale. In italiano però significa riportare in vita. Quello che faccio io, è spesso un recupero creativo: tratto, curo, trasformo e riporto alla vita mobili che altrimenti rischierebbero di essere buttati.
In questo caso ho quindi unito trattamento e recupero a una trasformazione estetica, perché il mobile doveva entrare nella nostra casa e soprattutto, doveva piacere a noi.
Il vecchio mobile restaurato nella Lomellina
Il vecchio mobile ( una petinose) ora si trova in Lomellina è uno di quei piccoli arredi che rischiano di scomparire. È di fine Ottocento, con il suo inserto a specchio, mi è stato regalato da una vicina proprio perché non venisse smaltito.
A casa non avevo spazio, quindi avevo tre alternative: regalarlo, venderlo oppure buttarlo. Quest’ultima, però, è una cosa che faccio davvero molto raramente.
In realtà, un’idea per lui ce l’avevo: mi serviva un piccolo mobile servitore nel cucinino della casa di campagna.
E così ho pensato che meritasse una seconda vita e l’ho portato li in Lomellina, di cui vi ho già raccontato diverse volte.
Ho deciso di farlo come piace a noi. Perché, alla fine, se un mobile deve entrare nella nostra casa e accompagnare la nostra quotidianità, deve anche piacerci.
I gusti sono gusti, giusto?
Da mobile dimenticato a piano di lavoro: ecco il restauro del vecchio mobile
Il cucinino della casa di campagna è molto piccolo ho bisogno di un piano di lavoro aggiuntivo, ma senza rendere ancora più complicati gli spazi.
La soluzione è stata trasformare questo mobile antico con un restyling particolare in qualcosa di bello, per me, ma soprattutto funzionale, aggiungendo delle rotelle alle gambe per poterlo spostare senza fatica.
Ho quindi inserito quattro rotelle sotto la struttura, adeguate al peso da sostenere (il marmo pesa parecchio ) e riposizionato il piano in marmo in sede. In questo modo il mobile diventerà un vero piano di lavoro e allo stesso tempo, un comodo piano d’appoggio.
Il ripiano ospiterà alcune ciotole a vista, trasformando anche in un elemento decorativo che dà valore al restauro del vecchio mobile.
La parte superiore in marmo era ben tenuta: l’ho semplicemente lavata accuratamente con del normale detersivo per piatti, senza complicare inutilmente la pulizia di una superficie che non ne aveva bisogno.
Il vecchio mobile ha così trovato una nuova funzione senza perdere completamente il carattere dell’arredo d’epoca.

Cosa occorre per il restauro del mobile antico
I prodotti Novecento Paint per il restauro del vecchio mobile
Per questo restauro del vecchio mobile ho utilizzato prodotti Novecento Paint e Cera Novecento.
Sui siti potete trovare i prodotti e le indicazioni per individuare i rivenditori, sia fisici sia online. Novecento Paint dispone di una sezione dedicata ai rivenditori autorizzati. (novecentopaint.it)
Per il mio lavoro ho utilizzato:
● Pulitore Forte Alcalino
● Antitarlo Novecento
● Stucco Comelegno
● Pittura gessosa Novecento Paint nei colori Uovo di Pettirosso e GrigiAzzurro
● Cera Spray Novecento
● un piccolo pezzetto di legno
● una vecchia scopetta giocattolo
● detersivo per piatti
● quattro rotelle
Come procedere nel restauro del vecchio mobile
Prima di dipingere: pulire e trattare la superficie del legno
Prima di intervenire, però, il mobile ha avuto bisogno di un lungo periodo di attesa.
Lo avevo trattato contro i tarli e lasciato a riposo per diverso tempo. Questa estate, finalmente, ho deciso di completare il lavoro.
Ho applicato a pennello l’Antitarlo Novecento Paint-Cera Novecento, poi ho ricoperto il mobile con una pellicola trasparente e l’ho lasciato chiuso per diverso tempo, in modo da permettere al trattamento di agire.
Dopo questo passaggio ho eliminato accuratamente tutta la polvere e sgrassato le superfici con il Pulitore Forte Alcalino di Novecento Paint.

Esiste anche già diluito, molto comodo spray, ma io ho utilizzato quello da diluire: in presenza di sporco particolarmente resistente, 500 ml in un litro d’acqua altrimenti 300 ml in un litro di acqua
La pulizia è una fase che considero fondamentale prima di qualsiasi intervento di pittura: una superficie ben preparata permette di lavorare meglio e di ottenere un risultato con maggiore aderenza della pittura. Soprattutto se si fanno finiture omogenee e a colore pieno.
Come verniciare il vecchio mobiletto con le Novecento Paint?
Un effetto diverso dal solito per questo restauro del vecchio mobile
Questa volta ho voluto sperimentare un effetto diverso da quello che realizzo abitualmente.
Non amo molto i colori pieni, amo le imperfezioni. Di solito applico la vernice e poi intervengo con la carta vetrata, andando a sottrarre colore nei punti in cui voglio creare l’usura, soprattutto lungo bordi e spigoli.
Ricordo che con le Novecento Paint non serve primer, non occorre carteggiare e non serve finitura.
Se state pensando di pulire il mobile con il bicarbonato o alcool, abbandonate l’idea perché è pessima! Piu sotto vi dico cosa serve.
In questo caso, ho scelto di lavorare fin dall’inizio sulla quantità e sulla modalità di applicazione della pittura, creando un effetto Chippy più irregolare e vissuto.
Per ottenere una stesura meno uniforme ho utilizzato un piccolo pezzetto di legno, quasi una sorta di spatola rudimentale.
Con questo sistema ho applicato il meraviglioso colore di Novecento Paint, Uovo di Pettirosso in maniera volutamente sporadica e non completamente coprente. Questo consente di riutilizzare o ultimare vasetti di pittura residua.
Dopo circa due ore, complice il caldo di questa estate, sono passata al secondo colore.
Ho introdotto il GrigiAzzurro, sempre lavorando prima con il pezzetto di legno e successivamente con una vecchia scopetta giocattolo. Mi servivano proprio le pennellate a vista. Se invece desiderate un effetto uniforme potete usare la pennellessa Novecento o il rullino in moltoprene floccato ( li trovate sul sito Novecento Paint). Non usate pennelli qualunque!


I colori sono pronti all’uso, non è necessario diluirli.
Tuttavia io ho diluito leggermente il colore con acqua e l’ho distribuito sulla superficie per creare quelle piccole irregolarità che rendono il risultato meno perfetto e, proprio per questo, più interessante.
Non servono grandi quantità di colore e si possono combinare tonalità già presenti nel laboratorio o rimaste da lavori precedenti.
Colore, mordenti e imperfezioni per il vecchio mobile
Due colori distinti Uovo di Pettirosso( che nome poetico!) e Grigiazzurro, sono solo due dei 59 colori in chalk paint ( ovvero pittura gessosa) esistono poi la finitura satinata e quella lucida sotto al nome KeSmalto!
A completare l’effetto ho aggiunto qua e là qualche spruzzata di mordente creato artigianalmente.
Ho voluto ottenere una superficie capace di raccontare il tempo e di sembrare vissuta.
Ho lavorato durante una delle settimane molto calde di questa estate e tra una mano e l’altra, sono bastate circa un paio d’ore. I tempi di asciugatura in estate sono dalle 2 alle 4 ore al tatto già dopo 10/15 minuti. In autunno ci vorranno almeno 6 ore tra una mano e l’altra. Io per comodità in inverno stendo la pittura a 24 ore di distanza.
Dopo aver terminato la pittura, ho applicato la cera spray Novecento che da un tocco vellutate al tatto, ho lasciato il mobile a riposo per una settimana prima di iniziare a utilizzarlo a pieno ritmo.

In questo caso il problema delle piccole imperfezioni non sussiste, anzi: con uno stile volutamente usurato e vissuto, quello che potrebbe sembrare un difetto diventa parte dell’effetto finale.
Se invece si desidera ottenere un effetto pieno e procedere successivamente con una vera usura della superficie, è necessario rispettare i tempi di asciugatura indicati dal prodotto prima di intervenire, per essere perfetta aspettate due settimana a stressare la superficie con l’utilizzo. Dopodiché sarà come uscita dal mobilificio
Il vantaggio della mi afinitura shabby o chippy è proprio questo: le piccole imperfezioni non sono necessariamente difetti. Anzi, diventano parte del risultato e contribuiscono a dare personalità al mobile.
Guarda il video del restauro sul mio Instagram @amandadeni
Il piacere di dare una nuova vita con un restauro
Il mio vecchio mobile è entrato definitivamente nella vita quotidiana della casa di campagna.
Non sarà più semplicemente un mobile antico da conservare, accantonato in cantina, ma un elemento che verrà utilizzato ogni giorno.
Ed è esattamente questo che mi interessa quando faccio un restauro di un vecchio vecchio mobile- anche antico: non soltanto salvarlo, ma trovare il modo di farlo vivere ancora nella mia vita per come piace a me, senza chiedere il permesso ai manuali di restauro. Alcuni mobili li lascio legno e li recupero cosi, ma amo cosi tanto colorarli!
Ai posteri lascerò in eredità latte di sverniciatore.
Una postilla per i puristi del restauro
So già che qualcuno potrebbe storcere il naso davanti alla scelta di dipingere proprio questo mobile, un mobile antico.
E comprendo perfettamente il punto di vista di chi preferisce conservare il legno, la patina e ogni traccia originale dell’arredo. Sono sensibilità che rispetto. Le ho anche io su alcuni pezzi che abitano la mia casa. Lavoro in ottica del mio piacere e non del guadagno nella vendita dei pezzi. Sono tutti mobili che conservo.
Entra in gioco anche una questione di gusto personale.
Questi sono mobili che appartengono alle nostre case, alla nostra quotidianità e al nostro modo di abitare. Se un mobile non ci piace, difficilmente riusciremo a viverlo davvero.
Personalmente trovo quindi un po’ troppo rigida la posizione di chi aborrisce in maniera assoluta il mobile colorato. Di recente sulla mia posizione, nei social di mia pertinenza sono stata insultata pesantemente
La storia dell’arredo, del resto, ci racconta anche altro. Nel Settecento venivano utilizzati colori vivaci, compresi gli azzurri, e ancora oggi possiamo trovare mobili antichi colorati e decorati.
Per me, quindi, vale una regola molto semplice: meglio un mobile antico colorato, amato e utilizzato ogni giorno, che un mobile bellissimo lasciato inutilizzato perché non incontra il nostro gusto.
Il vecchio mobile del mio cucinino non è stato quindi trasformato per cancellare la sua storia, ma per permettergli di continuare ad averne una.
E forse è proprio questa, alla fine, la parte più bella del restauro del vecchio mobile: non conservare necessariamente le cose esattamente come le abbiamo trovate, ma trovare un modo rispettoso e personale per farle entrare ancora nella nostra vita.
Perché recuperare non significa sempre fermare il tempo.
A volte significa semplicemente permettere a un oggetto di continuare a viverlo.
Articolo realizzato per Novecento Paint – Cera Novecento (ADV).

