Recupero creativo: restauro di una libreria vintage anni settanta/ ottanta del novecento, con Novecento Paint: come trasformare un mobile destinato allo smaltimento con colori, patine e un effetto vissuto.

Come recuperare una libreria vintage con Novecento Paint, tra colori, patine ed effetto vissuto.
ADV | Per questo restauro ho recuperato una libreria anni Settanta-Ottanta destinata allo smaltimento e le ho dato una nuova vita con i prodotti Novecento Paint e Cera Novecento. Tra macchie d’olio, imperfezioni e giochi di colore, ti racconto come l’ho trasformata senza cancellarne completamente la storia.
Restauro libreria anni Ottanta: da dove comincia il recupero
Ho trovato questa libreria in un negozio di elettronica dopo aver letto un annuncio su Facebook “regalo a chi lo viene a prendere”. Il proprietario stava smaltendo i vecchi arredi. Naturalmente non potevo lasciarla lì e sono andata a recuperarla con il Lusu, che poverino deve sopportarmi anche in queste imprese. Il mobile era leggero, ma talmente ingombrante che caricarlo sul tetto dell’auto è stata una bella fatica.
Arrivata a casa, è iniziato il solito dilemma: come colorarlo? Troppo conciato e di fattura buona ma il legno non proprio pregiato, con stuccature da sistemare e le importanti macchie d’olio, il vero dramma di chi vorrebbe lasciare un mobile al naturale. E così, ancora una volta, ho scelto il colore! Ma quale?
Restauro libreria anni Ottanta
trasformarlo in un pezzo unico, senza cancellarne completamente la storia..
I prodotti Novecento Paint per il restauro della libreria
Per questo progetto ho scelto una combinazione di prodotti per la preparazione del mobile, la colorazione e la finitura antichizzata.
Ecco il materiale che ho utilizzato:
- Antitarlo Novecento per il trattamento preventivo del legno.
- Pulitore Forte Alcalino, per sgrassare e pulire accuratamente le superfici.
- Stucco Comelegno
- BlOKKALAMACCHIA, applicato localmente nelle zone interessate dalle macchie.
- Pittura gessosa Novecento Paint linea mobili (chalk paint) color Avorio e Uovo di Pettirosso, applicata a spruzzo.
- Patina antichizzante utilizzata per creare le variegature cromatiche e per realizzare ombreggiature e accentuare l’effetto vissuto.
- Cera d’api neutra Cera Novecento per conferire maggiore protezione
Puoi consultare i prodotti e le informazioni del produttore sui siti ufficiali di Novecento Paint e Cera Novecento.
Come preparare la libreria anni Ottanta prima di dipingerla
Prima di cominciare con i colori, ho dedicato attenzione alla preparazione del mobile.
Ho applicato un trattamento antitarlo preventivo steso a pennello in quantità massiva e ho creato un sistema di “camera gas” utilizzando della plastica, lasciando il mobile in queste condizioni per circa tre settimane.
Attenzione: il trattamento antitarlo e l’eventuale utilizzo di sistemi di confinamento devono seguire le indicazioni del prodotto impiegato, comprese quelle relative a ventilazione, sicurezza e tempi di trattamento. La plastica, da sola, non garantisce l’eliminazione dei tarli. E possibile riperde l’operazione.
Terminato questo passaggio, sono passata alla pulizia.
Ho utilizzato il Pulitore Forte Alcalino Novecento Paint per detergere accuratamente la libreria, eliminando lo sporco accumulato nel tempo e preparando la superficie alle lavorazioni successive.
Nel restauro della libreria anni Ottanta, questa fase è fondamentale: dipingere sopra residui di grasso o sporco può compromettere l’adesione della pittura e rendere meno uniforme il risultato.
Blokkalamakkia: come trattare le macchie d’olio
Il vero problema di questa libreria erano le macchie d’olio presenti in alcuni punti.
Quando si recupera un vecchio mobile, non basta coprire una macchia con il colore. Alcune sostanze possono migrare attraverso la pittura, provocando aloni o alterazioni della finitura anche a lavoro ultimato.
Per questo ho utilizzato il Blokkalamakkia, applicandolo esclusivamente nelle zone interessate.
Questo tipo di prodotto serve a isolare le macchie che potrebbero riaffiorare attraverso la verniciatura, contribuendo a mantenere uniforme il colore finale. È particolarmente utile quando si lavora su superfici che presentano aloni o macchie difficili da eliminare con la sola pulizia.
Per l’applicazione è importante seguire le indicazioni riportate sulla confezione del prodotto, rispettando i tempi di asciugatura e verificando che la superficie sia pronta a ricevere la pittura. Non tutte le macchie sono uguali e in presenza di contaminazioni importanti, può essere necessario valutare prima la natura della sostanza e la compatibilità con il trattamento.
Nel mio caso ho trattato soltanto i punti problematici, evitando di applicare il prodotto inutilmente su tutta la libreria.


Pittura gessosa (chalk paint) Avorio Novecento Paint: la prima mano di colore
le pitture Novecento Paint sono ben sessantasette, otto appartengono alla nuova collezione Cime tempestose
se vuoi vederle guarda questo video
La premessa su queste pitture di Novecento Paint è che non è necessario carteggiare, né dare primer aggrappante, né dare finitura protettiva finale, o sigillatura. Nonostante siano disponibili due sigillanti protettivi in Lucido e Opaco. Dopo aver preparato la superficie, sono passata alla parte che preferisco: il colore.
Ho scelto la pittura gessosa Novecento Paint color Avorio, linea mobili, che ho applicato a spruzzo con una pistola spray.
Non ho dipinto il lato posteriore della libreria, lasciandolo originale.
È una scelta che faccio volentieri quando recupero mobili di cui mi interessa conservare qualche traccia della storia. Il retro può offrire informazioni utili sulla costruzione, sui materiali e sulle finiture originali, aiutando a riconoscere la tipologia del mobile e a formulare un’ipotesi sulla sua epoca.
Non è sempre possibile datare con precisione un arredo soltanto osservandone il retro, ma conservarne una parte originale permette almeno di non cancellare tutte le tracce del passato.
Nel restauro creativo, per me, anche questo ha un valore.
Uovo di Pettirosso: come creare le patine sulla libreria
Una volta pronta la base color Avorio, ho introdotto il secondo colore: Uovo di Pettirosso di Novecento Paint linea mobili ( chalk paint).
Qui ho abbandonato qualsiasi idea di perfezione.
Ho utilizzato un pennello molto rovinato, lavorando in modo irregolare e distribuendo il colore in maniera non uniforme. Ho creato le mie solite patine e variegature, sovrapponendo le pennellate e lasciando che il colore producesse piccole differenze di tono.
Non volevo ottenere una superficie piatta e omogenea. Cercavo piuttosto un effetto vissuto, con quelle irregolarità che fanno sembrare il mobile parte di una storia più lunga della sua semplice verniciatura.
Il colore Uovo di Pettirosso è stato quindi utilizzato per dare carattere alla libreria, valorizzando alcuni punti e lasciando che la base Avorio contribuisse alla profondità dell’insieme.
Nel restauro di una libreria anni Ottanta, la combinazione di due colori e una lavorazione volutamente disomogenea permette di allontanarsi dall’aspetto originale senza necessariamente nascondere ogni dettaglio della struttura.
Effetto vissuto: come invecchiare la vernice
Quando il colore mi ha soddisfatta, sono passata alla fase successiva: creare l’usura.
Ho giocato con mordenti e pigmenti di colore, ho aggiunto delle “bruciature” fatte con cannello a gas e colature di vernice molto diluita. Creando la “Patina Amanda”, non e un prodotto ma solo una caratteristica che do ai miei mobili.
Ho raschiato poi la vernice in diversi punti, lavorando in maniera selettiva per simulare il consumo della superficie nel tempo.
È una lavorazione che richiede un po’ di occhio: se si interviene sempre negli stessi punti o si esagera con la rimozione del colore, il risultato può sembrare artificiale.
Preferisco invece distribuire le irregolarità, lasciando che alcune zone rimangano più chiare, altre più colorate e altre ancora mostrino maggiormente la base.
L’obiettivo non è fare sembrare vecchio un mobile nuovo, ma dare profondità alla superficie e renderla meno uniforme.
Patina antichizzante e Cera neutra: la finitura del restauro
Per completare il restauro della libreria anni Ottanta ho utilizzato la patina antichizzante soltanto in alcuni punti e Cera d’api neutra Novecento
L’ho scelta per creare ombreggiature localizzate, accentuare le differenze cromatiche e dare maggiore profondità alle patine.
Anche in questo caso ho lavorato senza uniformare tutto: volevo che le ombre si concentrassero in determinate zone, contribuendo all’aspetto vissuto della libreria.
Successivamente ho passato l’intero mobile con la Cera d’api, neutra Novecento.
Ho applicato entrambi con pennello, ho lasciato in posa mezz’oretta e poi o lucidato con apposita spazzola. Tutti gli accessori li trovate sul sito Novecento Paint. I prodotti presso i rivenditori autorizzati.
La cera completa il lavoro dal punto di vista estetico e contribuisce alla finitura della superficie. Non bisogna però dare per scontato che renda il mobile adatto a qualsiasi utilizzo: la resistenza dipende anche dal prodotto, dalla preparazione e dalle condizioni d’impiego.
Il risultato: una libreria recuperata dallo smaltimento
Questa libreria è arrivata a casa mia, avrebbe potuto essere smaltita, invece ha trovato una seconda possibilità.
Il restauro della libreria anni Ottanta mi ha permesso di sperimentare ancora una volta con le patine, le sovrapposizioni di colore e l’effetto vissuto che amo tanto.
Ho preferito darle una nuova identità, conservando il retro originale e trasformando il resto della superficie attraverso il colore.
È questo che mi piace del recupero creativo: non esiste un’unica strada. A volte vale la pena riportare un mobile al legno, altre volte è proprio la pittura a permetterci di valorizzarlo.
Guarda il video del restauro della libreria
Ho realizzato anche un video che mostra il lavoro e le diverse fasi della trasformazione.
Puoi vederlo sul mio profilo Instagram: @amandadeni.
Se ami il recupero creativo, seguimi per scoprire altri mobili salvati dallo smaltimento, tecniche di restyling e idee per dare una seconda vita agli oggetti.
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