Vuoi la ricetta perfetta? Segui questi passaggi ed avrai dei Cantuccini sensazionali… ma…

Non solo cantucci, chioso su “mogli, madri e donne lavoratrici”.

Cosa c’è di  più bello- per me- di sperimentare negli ambiti più disparati, testare, leggere, imparare e arrangiare le ricette di altri mettendo le mani in pasta?

Vivo di attimi e di momenti e come più volte dico

“Son nata per far la casalinga- in carriera”. 

Avvicendarmi sui lievitati e il cucinare è la mia dimensione e massima espressione.

Ecco il banale collegamento con i cantucci.

Al GF Vip, Gori, entrato in visita ad una stratosferica @ritarusic – io l’adoro- anche se molti non l’han compresa- ha detto :  

 “Sei sprecata per cucinare”.

Come la penso?
No, non si è sprecati…

Lei, la Rusic, in quella veste era sublime. Brava Rita! 

Amo prendermi cura di chi vive con me.

Mettere a tavola piatti genuini, a volte sgarrare, mi conforta, perché adoro “prendermi cura”.

Quando sono tutti a dieta non trovo gusto! 

Non mi pesa aver rinunciato a far l’ostetrica in prima linea ( la sala parto) – perché non si tratta di rinunciare ma scegliere- ho scelto l’essere in primis moglie (non “moglie di”, intendiamoci) e mamma. 

Quando ho avuto tra le braccia Riccardo è passato tutto in secondo piano, non ho avuto dubbi.

Potevo perdermi qualcosa di quell’esserino? “L’odore” di quel bimbo mi ha pervaso e inondato i sensi di amore eterno.

Ho scelto di fare la mamma a tempo pieno  fruendo di permessi e aspettative.

Poi sono stata la mamma di Stefano e sarei stata mamma di una ipotetica Mirea o Ginevra oppure di un Andrea. non ho avuto il coraggio del terzo figlio e forse oggi me ne pento, ma ho ben chiare le scelte che ho/ abbiamo fatto.

Come ostetrica ho continuato, ma part time, perché niente e nessuno viene prima di loro.

Ho potuto farlo, non sempre chi vorrebbe ne ha la possibilità. 

Ognuno di noi ha le proprie priorità insindacabili, chi non può fare a meno di dedicare la vita al lavoro, anche appagante, chi trova un compromesso accettabile, chi non può fare a meno di stare con la tetta in bocca ad un neonato per lungo tempo.

Ho scelto  questa opzione, ho scelto di esserci, sempre, in quantità e qualità di tempo, senza rimpianti professionali e nella consapevolezza che non cambierei nulla se potessi tornare indietro.

Anzi, di più ancora, mamma.

Ero fiscale, nel lettone tutta la notte non si poteva stare.

Ora sono di altro avviso, passeggini inclusi, a cui rinuncerei volentieri. Meglio una bella Fascia è tanto “lettone”.

Qualcosa lo cambierei, Lusu, e tu sai cos’è ! 

E tu sei più in carriera o “in corriera domestica”?
Si può fare tutto e bene?

Pensi che sia un continuo compromesso?

Si può essere realizzati da casalinghe?

Sei felice delle tue scelte?

E gli uomini preferiscono donne indipendenti o massaie di altri tempi? 

Ora godetevi i cantucci “pucciati “ nel Vin Santo.


Ecco la miglior ricetta di Cantucci

Per 60 pezzi

Ingredienti

500 g di farina

1 cucchiaino di lievito per dolci
350 g di zucchero
1 pizzico di sale
4/5 uova
1 scorza di limone grattugiata
2 cucchiaini di miele
280/300 g di mandorle, sgusciate, con buccia

Prepara il forno

Preriscalda il forno.

Prediligo la funzione temo-ventilato a 170°, ti occorreranno due leccarde viste le dosi dei nostri cantucci, così avrai la temperatura costante in tutto il forno

Setaccia la farina con il lievito poi aggiungi lo zucchero e il sale.

 Miscela gli elementi.

Disponili a fontana, aggiungi le uova, il miele e la scorza di limone. 

Sarà normale avere un po’ di difficoltà nel tenere “legato” l’impasto (soprattutto se a 4 uova)

Continua a mescolare -seppur rapidamente- vedrai che riuscirà ad essere più elastico e consistente, bada deve mantenere l’aspetto “morbido”

Aggiungi quindi le mandorle sgusciate ma con la buccia-cuociono meglio

Impasta

Metti ora l’impasto su una spianatoia-meglio di marmo.

Crea una decina di palline che andrai ad assottigliare a forma di salsicciotto del diametro di 3 cm, lungo 15 cm. 

Sulla leccarda disponi della carta da forno e ponici sopra  i salsicciotti di pasta.

Inforna

per circa 20 minuti, o comunque appena dorano, se vuoi l’impasto morbido.

Estraili dal forno e lasciali raffreddare lievemente.

Provvedi al classico taglio obliquo, riponili in forno per altri 10 minuti scarsi.

Se vuoi un impasto più “secco” allunga leggermente i tempi della prima cottura, circa 5 minuti.

Una volta tagliati in modo obliquo, lasciai raffreddare completamente.

Conservazione

Ponili in contenitore ermetico quando saranno completamente freddi

Da servire con Vin Santo toscano, freddo

la TEGLIA la trovi qui

le foto sono di proprietà di @rossotibet di Amanda Deni, soggette a copyright

9 Comments

  1. Ciao Amanda, bella la tua riflessione. Ora vedo se riesco a mettere in fila 3 pensieri per dare un senso a quello che scriverò. Parto dall’inizio. Siamo figlie di una generazione che le femmine le voleva o ancora sposate, quindi madri e figlie. O in carriera. Per mio papà sono stata, credo, il suo maschio mancato (non voleva ferirmi, forse non se ne rendeva nemmeno conto). Che imparassi a cucinare, a lui proprio non interessava un fico. Voleva che studiassi. In fondo è stato un uomo di stampo tradizionalista, quindi -in Italia- anche maschilista, che ha pensato diversamente. Avrebbe potuto spingermi in altre direzioni, o versa nessuna direzione. Invece lui voleva che, soprattutto, io diventassi indipendente economicamente. E, perchè no, che facessi carriera. E così spronata io ho fatto tutta la mia strada. Laurea con tesi di ricerca sul campo in un paese dell’America centrale, dottorato e una grande occasione alla London School of Economics. E io.. non sono partita. Avevo appena conosciuto quello che oggi è mio marito e non volevo partire con la testa girata verso casa. Carriera non la fai così e ho preferito lasciare il posto a qualcun altro. In Italia ho lavorato 15 anni in un dipartimento all’università. Non male, uno può pensare. Un cazzo invece, scusa il francesismo. 15 anni, tutti da precaria, poi mi chiamano e mi dicono brutalmente che devo levarmi dai piedi. Quando sali l’imbuto si stringe e se non hai santi in paradiso ma solo occhi pieni di sogni e mani pulite, ciao. Non sapevo neanche di avere tante lacrime da piangere. Ho guardato in faccia la depressione e oggi sono una donna diversa. Non più cattiva. ma un po’ più triste si. E sono felice di essere sposata con un uomo fantastico ma senza rinunciare a lui o essere pentita, penso che sia stato sbagliato rinunciare al mio sogno di Londra. Amarsi significa venirsi incontro e forse quell’amore avrei potuto metterlo alla prova invece di immolarmi sull’altare dell’amore. Oltretutto ho lavorato con una donna che mi ha fatto un mobbing pazzesco e ho rinunciato ai figli. Cara Amanda, ho fatto un gran pasticcio. Di tutto. Con tutto. Ma tornando alla tua domanda, penso che una donna come un uomo dovrebbero entrambi sapere cucinare. Io ho recuperato questo aspetto molto tardi ma penso che una cosa così essenziale e rilevante, non dovrebbe essere derubricata alla voce: chissene. Magari uno può non sapere fare una bund cake, ma un piatto di pasta si.

    • 1. tu sei un successo nella vita a prescindere dalle condizioni e scelte esterne.
      2.va dove ti porta il cuore (cit)
      3.la depressione è una brutta gatta da pelare, ma risalire dal fondo è la miglior terapia e il miglior insegnamento di vita
      4. devi incontrare il lusso e dirgliene 4 perché lui NON cucina
      5. ti voglio bene a prescindere. un bacio alla tua dolce metà

  2. Antonia Brescianini Reply

    Carriera o famiglia? Ogni persona dovrebbe poter SCEGLIERE liberamente e ogni scelta va rispettata. Purtroppo ancora oggi molte non scelgono, ma sono costrette a fare una scelta. Quante amiche, conoscenti hanno dovuto optare per una possibilità o per l’altra perché costrette dalle situazioni. Io ho la fortuna di aver potuto contare sui nonni, sulla zia e non ho dovuto scegliere : lavoro e sono mamma. Spesso ho fatto i salti mortali e mi sono sentita un’equilibrista.

  3. Alessandra Reply

    …carriera o corriera? Basta che ci siano sorrisi..!!! Mamma di Gaia e Andrea, entrambi nel pieno della adolescenza, una bella convivenza con il sig. Autismo, a volte amico altre no. Non vivo aspettandomi sempre qualcosa ma voglio sorrisi e positività intorno a me è quando vengono a mancare mi manca il respiro! Ciao Amanda, proverò i tuoi cantucci!!!

    • Tanto di cappello a questa mamma ! Alessandra credo che sia il giusto “compromesso” quello di vedere il bicchiere mezzo pieno e si, sicuramente con il sorriso di affrontano le difficoltà ed è questo a far la differenza , come si affrontano

  4. Ci vuole coraggio e determinazione per ogni scelta presa..tutto corre troppo in fretta ..grazie per la ricetta

    • Sempre ma soprattutto si auspica nel rispetto delle proprie convinzioni.
      Se si sceglie liberamente non pesa neanche farlo

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