Il dolce che vi propongo è tipico della Lomellina.

La Torta del Negus in onore forse del re Etiope o una semplice forma dialettale, il suo nome è spiegato per la sua “macchiatura” con il cacao.

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La mia nonna di origine emiliane era un’abile cuoca, ma per i dolci era imbattibile la zia Carolina. Viveva in un paesino limitrofo a Lomello, a fondo articolo trovate qualche curiosità storica. Quando ci si recava a trovarla, preparava leccornie semplici e gustose, non solo risotti indimenticabili, verdure del suo orto e frutta del frutteto ma, deliziava il fine pasto con  la torta del Negus.

Quella ricetta la  raccontava a fatica, non per avarizia, a lei riuscivano i dolci con ingredienti non dosati. Tutto ad occhio. Fantastica!!

Ricordo che sin da piccola quando le  chiedevo gli ingredienti , puntualmente la zia rispondeva: “Un po’ di fecola, un po’ di farina, un po’ di zucchero”. Insomma di tutto un po’. Finché un giorno, dosò ed arrivarono ingredienti e procedimento. Non è proprio come quella che faceva lei,  però ci ho provato, la faccio sempre quando ho voglia di cose buone e di rinfrescare qualche ricordo. Voglio condividerla con voi. Vi assicuro che per chi ama la cucina semplice è davvero speciale. Io la “inzuppo” nel latte!



Ingredienti  per una tortiera da 20 cm

– 250 g di fecola

– 250 g di zucchero

– ½ bustina di lievito

– 125 g di burro a temperatura ambiente

– 3 uova intere a temperatura ambiente

– cacao 2 cucchiaini

– una presa di sale

– un po’ di burro ed un po’ di farina per imburrare la teglia, altrimenti carta da forno

 Procedimento:

Sia che la facciate a mano -la zia la faceva così- o con attrezzi elettrici specifici da cucina, il segreto è sbattere molto il composto ogni volta che si aggiunge un ingrediente. Quando dico molto, dico molto, mi raccomando!

Per le uova, separare il tuorlo dall’albume (ricordatevi temperatura ambiente)

– Sbattere il burro (a temperatura ambiente) con i tuorli

– Aggiungere lo zucchero

– Aggiungere la fecola

A parte:

– Sbattere i bianchi d’uovo con un pizzico di sale, devono risultare fermi

– Aggiungere alla pasta “gialla”, i bianchi montati a neve. Qui -attenzione girare molto delicatamente come indicato nel video. comunque dal basso verso l’alto.

– Aggiungere il lievito

-Trattenere un po’ di pasta che servirà per amalgamare il cacao.

Versare il composto nello stampo, delicatamente e aggiungere qua e là la pasta con il cacao

Io utilizzo  una temperatura non molto alta, 140 gradi per un’ ora a forno statico, preriscaldato.

Qualche curiosità storica con la quale sono cresciuta:

Lomello, Mansio romana, prima e corte longobarda poi.

Teodolinda fu la prima regina d’Italia, dei longobardi, regina consorte, dal 626 al 636. Sposò Arioaldo re dei longobardi e rimase vedova, in seconde nozze si unì con Agilulfo proprio a Lomello, luogo di villeggiatura per allontanarsi dalla capitale Pavia. Ebbero una figlia Gundeberga. Quest’ultima fu rinchiusa nel 629 nella” iudicarla” una torre nell’antica rocca di Lomello, oggi scomparsa, in attesa del giudizio divino attraverso l’Ordalia.

Accade che Adalulfo, nonostante Gundeberga fosse sposata, le fece la corte, lei non cedette ma venne comunque accusata di adulterio.  Pittone decise di difendere il nome della donna in duello con la prova del ferro. L’ordalia appunto. Una serie di prove fisiche dove accusati e contendenti dovevano superare una serie di prove a dimostrazione della propria innocenza.

Si decideva così, il destino dell’accusato tramite il giudizio divino che decretava il vincitore. Dio sceglieva e permetteva che vincessela verità. Pittone vinse e Gundeberga fu liberata. Per tutto il medio evo l’Ordalia ha rappresentato un punto fermo del diritto.

 Territorio ricco di storia e interessante da vedere anche tramite visite guidate:

Il Battietero S.Giovanni ad Fontes (V-VIII), La Basilica di S. Maria Maggiore (XI) e le chiese di  S. Michele e S. Rocco, il   Castello Crivelli.

Guarda il video dell Torta del Negus 

 

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