Il vintage a cui non so rinunciare e voi?

Sabato. Un sabato, qualunque, di gennaio, sono stata nella Countryhome (nelle stories in Instagram su amandadeni) ho portato là alcuni mobili di recupero, che sistemerò nel tempo o forse mai. Non sono abituata a quel panorama invernale. La Lomellina con il freddo è solo un lontano ricordo, da piccola, quando si andava a trovare la mitica zia “Ca”(Carolina).

Non ricordavo gli alberi spogli che emergono dal cielo rosa, i campi color crema dopo la mietitura del riso, quando rimane la base della pianta che assume un color paglierino, caldo e suadente.

Ho impressi solo i banchi di nebbia, del ritorno e i fari della Fiat 127 bianca, del nonno, che la fendevano. Seduta sul sedile posteriore, rigorosamente a gambe all’aria-non esistevano le cinture di sicurezza e se ci penso mi vengono i brividi- prima di addormentarmi con la nenia del motore dell’auto, osservavo le mani grandi del nonno sul volante esile, di bakelite nera. Qualche volta la nonna Amelia era seduta al suo fianco, veniva con noi. Vedevo la sua testa con crocchia di capelli castani, fermati in una treccia, dalle forcine in osso. Poi vi racconterò il rituale di quell’acconciatura, ma questa è un’altra storia. 

Nel granaio della casa di campagna, ho percepito l’odore di Carolina. O meglio del periodo in cui la casa fu sua.

Lo stabile è della fine 700 primo 800, appartenuto alla Curia e poi riscattato dagli avi, della mia famiglia. Non ha vespai e la parte di cotto, ancora intonsa, sprigiona una lieve patina  di muffa compatibile con il freddo e l’umidità del periodo.

Oggi ha un’odore diverso, non è sgradevole, quasi simile alle noccioline  tostate, non so perché assuma questo contorno, so solo che sono fiondata nel mio passato come trasportata dalla macchina del tempo.

Appena ho varcato la porta a luci spente mi sono infilata nel buco nero del gap temporale, travolta dal “vento di muffa”. Gli stivali di gomma nera, li conservo ancora ormai cotti dal tempo, di fianco alla scopa di saggina. La mia manina si allunga, verso il chiavistello di ferro arrugginito, posizionato sulla porta fatta da assi di legno longitudinali, color “tempo che passa”, devo sollevarlo e faccio fatica, è necessario mettermi in punta di piedi. Credo di indossare le Clak marroni, le odiavo, ora mi piacciono.

I primi quattro scalini sono di cotto, gli altri legno, la scala è ripida e porta al piano superiore, un’ ampia stanza con travi a vista e cotto Lombardo. Il granoturco giallo- arancio è steso lungo tutta la superficie del pavimento,  un rastrello è poggiato alla parete, serve per rigira il cereale, di tanto in tanto.

Ci sono due materassi di crime accatastati sotto la piccola finestrella con i battenti di legno grezzo. L’odore di nocciolina tostata, proviene dal piano inferiore, più tiepida, perché la stufa economica ha ancora le braci accese. Il nonno e la zia Carolina sono al piano inferiore nella porzione di casa abitata.

Sento le loro voci, non ricordo ahimè di cosa parlassero. Ora avrei brama di ascoltare le loro conversazioni, così preziose, perchè memoria di un tempo che non ci appartiene, ma che ha segnato il nostro essere.

Non c’è il riscaldamento, l’unica fonte di calore anche lì è la stufa. Come farà la zia?

Nella sala c’è un mobile orribile a gambe strette di melamina marrone con intagli color panna a simulacro dell’avorio. È  tutto a cassetti con le vetrine superiori, che io inevitabilemente esploro. Non c’è angolo di questa casa che non passi al setaccio. Guardo, tocco e mi basta.

Prendo in mano bicchieri di cristallo, piatti sbeccati, mestoli e materiale per il cucito. La scatola è colma di  bottoni in madreperla, ditali , aghi e fili colorati. Una vera deliziare i miei occhi.

La zia, tutte le  volte che vado a trovarla mi fa trovare regalini di riciclo, lavora come cuoca da persone che la considerano parte della famiglia e mi porta gli oggetti che loro di tanto in tanto dismettono. Io ne sono felice, forse è il vero motivo che mi porta ad andare a trovarla. Un espediente che lei conosce benissimo, per tenermi buona.

in fondo a chi piace andare a trovare le vecchie zie? Vivo con i nonni e con loro l’affetto è tanto, non mi manca nulla, ma con loro è meglio l’essenziale. 

Poi si mangia il risotto. Si incartano le uova. 

Accendo la luce: 

La casa è diversa! Il gap temporale si è colmato

Ora è nostra, la credenza orribile è stata sostituita da quella azzurro cielo che ho ridipinto questa estate, è malandata ma con il color pastello si da arie da ringiovanita. Ancora oggi apro sempre i cassetti, anche se so a memoria dove ho messo gli oggetti, ma li guardo con il medesimo stupore. 

Il granaio… bhe…

il granaio diventerà il luogo in cui scriverò il mio libro. Questo è sicuro. 

P.s se mai lo scriverò …

#countryhom #farmahouse #vintage #restauro #mercatini

le foto sono di proprietà di @Rossotibet di amanda deni soggette a copyright

le scarpe sono di @ilovedansko

23 Comments

  1. I ricordi sono cuciti addosso: sulla pelle, negli occhi, sono dentro il naso con i profumi e gli odori, nel cuore. Noi siamo fatti anche di ricordi. Ricordare ci aiuta a vivere e a non dimenticare chi siamo.

    • Antonia , grazie per avermi letta. Spesso “ricordo” per me è terapeutico scrivere di getto certi passaggi che mi hanno accompagnata. Come dici tu basta un profumo , un ‘immagine e si scatena tutto. Buona settimana e grazie .
      Ti abbraccio

      • Alessandra Reply

        Catapultata nell’atmosfera…ti leggo e sono dentro la casa!
        Grazie Amanda ❤️

    • Carolina Zoppi Reply

      Come è bello leggerti! Sembra di sentire quei profumi, di vedere quegli oggetti di vivere nei tuoi ricordi. E inevitabilmente tornate ai nostri ricordi.
      Grazie

      • Carolina , ciao, è un sentire comune, in fondo seppur diversi i nostri passati sono così simili. È facile ritrovarsi nei ricordi e nelle parole altrui . Buona settimana

  2. Valeria fusco Reply

    Poesia e ricordi. I nonni, i loro cassetti, la loro vita. Noi bambine che ascoltavamo a testa in giú. Mi hai riportato indietro ai profumi di buono. ❤️

    • Grazie Valeria . Esattamente così . Ti auguro buona settimana ed un pizzico di ricordi . Ti abbraccio

  3. Renata Fontolan Reply

    È sempre un’emozione leggerti… Sembra di entrare in casa con te stamattina! Buon lunedì Amanda!

    • Dico solo che sei un tesoro. Ti ringrazio, di essere qui! Visto come è semplice, sei stata bravissima !ti abbraccio e buona settimana.

  4. Brava Amanda!
    Mi fai venire i brividi! Adoro ricordare gli odori , le sensazioni dei posti dove sono cresciuta.
    I nonni e la vita con loro !

  5. Rita Pireddu Reply

    Sapevo che leggendo avrei rivissuto gli anni della mia infanzia con la domenica dalla nonna. Tra le righe hanno preso forma profumi a atmosfere che credo ognuno di noi porta nel cuore

  6. Leggerti è un”emozione ogni volta , ci porti con le tue parole nei tuoi racconti che diventano anche un po’ le nostre storie. Aspetto il tuo libro.

    • Sei il mio primo motivatore. Quando neanche io credo in me ci sei tu a ricordami che posso farcela. Graxie ♥️

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