A chi piacciono i cachi? alzi la mano! 

Per chi mi segue in Instagram qui (amandadeni) la domanda se l’e sentita porre anche lì

Non so per quale motivo i miei gusti cambino così, non ho mai smaniato per i fichi e quest’anno li ho divorati, non ho mai mangiato zucche e dopo l’#autunnoinzucca ne vado (quasi) matta. 

I cachi però mi son sempre piaciuti.

Non lo abbiamo mai comprati pur non avendo la pianta. Si andavano a prendere in campagna nella Lomellina dalla zia Carolina. Quella che ora è la mia country home.

Era un albero , grande, maestoso e carico di storie sussurrate. Lo aveva piantato la loro mamma, Costanza. La mamma del nonno, di Carolina e di altri tre figli. 

Il caco faceva ombra d’estate e in autunno regalava colori aranciati che spezzavano la campagna aperta a perdita d’occhio.

Ricordo che andavo “dalla parte opposta” per poter osservare i rami spogli di foglie, ormai cadute, come per ostentare la bellezza del suo prodotto. come quando una madre mostra fiera un figlio, con i solo frutti appesi ai rami compiacenti, a contrasto con la casa.

una costruzione di rinìghiera, umile ma ampia e spaziosa esposta a sud e dalla stabilita grigiastra e malandata.

L’albero superava il tetto della casina e ricordo a quando pensavo a quanto somigliasse ad un albero di Natale con le sfere arancioni.

Era un rituale, si partiva da casa con le cassette di legno (quelle che non si trovano più) e si tornava colmi di frutti non ancora pienamente maturi.

Il caco ha dato delizia, ha consolato il palato della prima vedova di guerra del paese, la mia bisnonna Costanza, che con la spagnola perse il marito ma vinse la sfida di accudire da sola 5 figli.

Perse nuovamente con impotenza la battaglia per salvar la sua ultimogenita che di tonsillite a 18 anni morì tra dolori atroci e lo struggimento di una madre. Solo qualche anno più tardi gli antibiotici avrebbero risparmiato la vita a milioni di persone. 

Il caco era lìquando nonna Costanza, che melodia questo nome, appresa la notizia del cancro al fegato, preparò i risparmi e vestiti per il suo funerale, dandone precise indicazioni.

Il caco ha retto fino a qualche anno fa, sfiancato dal tempo.

E’ stato un dolore abbatterlo.

Lo ripianterò anche se A casa l’ho voluto. l’ho sistemato con le mie man a nord est, dinnanzi alla finestra del living, cosi che dall’interno possa vederlo. mi ha già regalato buoni frutti e folliate stupendi e chissà se i miei nipoti si metteranno “dalla parte opposta” per vedere se somiglia ad un albero di Natale.

E il ciclo continua. 

Avete un albero che vi emoziona così? 

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