Un solo giorno a disposizione? settembre è il mese migliore per le gite nelle città italiane che raccontano ed evocano storie.

Andiamo a Grazzano Visconti in provincia di Piacenza, ce lo racconta Valentina Aloi la trovate in Instagram qui https://www.instagram.com/vale_ntina.a/.

Direttamente dal suo racconto andiamo tutti insieme in una città calda del nord, tutta da scoprire . La parola a Valentina :

Mi sono trovata catapultata in un’altra epoca!! Ci troviamo nel borgo medievale di Grazzano Visconti, all’ingresso di Val Nure, nella pianura padana, tra i campi e i colli piacentini. Sembra uscire tutto da un mondo di fiabe.

La storia di Grazzano Visconti inizia nel 1400 quando Gian Galeazzo Visconti concesse alla figlia Beatrice e al suo neo sposo di costruire un castello in questa zona. Solo nel ‘900 però iniziò la costruzione del borgo di Grazzano, mantenendo inalterate le caratteristiche medievali preservando così il fascino davvero unico.

Oggi il borgo di Grazzano Visconti è una città d’arte che ogni anno attira quasi trecentomila visitatori da ogni parte del mondo. Si sviluppa a forma di ferro di cavallo intorno al castello, dove vi sono un parco e il villaggio caratterizzato da sculture, torri, fontane e balconcini dall’aspetto caratteristico.

Ciò che rende ancora più suggestivo questo luogo è la leggenda di un fantasma che vaga tra il parco e il castello. Aloisa, sposa di un capitano di milizia, fu tradita dal marito, morì di gelosia e dolore e da allora il suo spirito vaga in questi luoghi. Girovagando per il borgo vi capiterà di imbattervi in una donna non alta, rotonda e con le braccia conserte, quella è proprio la “statua” di Aloisa.

Se siete stati “trafitti” da cupido non dimenticate di di offrirle dei fiori, nel tempo la sfortunata Aloisia è diventata la protettrice degli innamorati.

All’interno del borgo ci sono numerose botteghe artigiane, locande e ristoranti che servono piatti tipici della cucina piacentina. Immancabile lo gnocco fritto con i salumi della zona. Si possono acquistare oggetti in ferro battuto, giocattoli, gadget e souvenir legati alla storia e alle tradizioni di questo posto, sospeso nel tempo.  Oltre a questi divertimenti, da vedere assolutamente sono due musei:

  • Il museo degli attrezzi agricoli, sotto il porticato della corte vecchia: trattori e strumenti agricoli che raccontano la storia di un territorio ancora fortemente legato all’agricoltura.
  •  Il museo internazionale delle torture, che ripercorre negli anni l’evoluzione di strumenti di tortura legati al periodo storico. Ognuno con una curata descrizione, seguiti da dipinti o disegni che spiegano nel dettaglio come la macchina di tortura esposta venisse utilizzata.

Questo borgo è qualcosa di raro. Ci si perde tra i viali del villaggio stupendosi ad ogni angolo per le bellezze presenti. Una bella giornata da vivere con amici e famiglia. Ottime le proposte culinarie caserecce e nostrane.Non dimenticate il famoso mercatino che si svolge

 written by Valentina Aloi

Le foto e i testi sono di proprietà di RossoTibet di Amanda Deni, soggette a @copyright , condividere con credito.

Valentina Aloi, milanese doc,
innamorata della vita che affronta con il sorriso:
Appassionata di moda e fotografia, ama il mare e il colore rosso. Il suo motto : ” viaggiare per scoprire il mondo e non smettere di sognare”.

#grazzanovisconti

Write A Comment