Ho seguito Nadia Toffa dal suo esordio, stimata da subito, ho condiviso la sua scelta di far partecipe il suo pubblico, nella malattia.

Hanno mosso parecchie critiche, gratuite e feroci come spesso avviene a chi si espone. Non la conoscevo, ma come accade per i personaggi pubblici, oggi più vicini, attraverso i social, ci si affeziona e sembra un po’ di conoscerli.

Stamani è stata una notizia violenta quella della sua dipartita e il pensiero è volato subito alla mamma. Ciò che dovrà affrontare, la mamma di Nadia è la peggiore delle condanne terrene: sopravvivere alla figlia. Come non immedesimarsi, allontanando il terrore di un evento simile?

Come spesso accade quando sono “congelata” dalle notizie, cerco il pragmatismo e il rifugio dai pensieri e dai sensi.

Un giro nel giardino per trovare “quel qualcosa” che deve sempre essere rigovernato e ho incespicato nella pianta di zucca ai miei piedi.

I fiori di zucca, giallo sole e attorniati di api!

Ho immediatamente ripercorso le mie estati di bambina, quelle in cui al mattino, nell’orto curato alla perfezione, con il nonno raccoglievo i fiori, belli e ampi. Soffiavo per rimuovere gli insetti, li riponevamo nel cestino di vimini e li consegnavamo alla nonna. Lei li mondava, con le mani piccole e la voglia di canticchiare le canzoncine d’antan, sul tavolo di formica verde della cucina e la credenza con l’anta a ribalta che adoravo, preparavamo insieme la pastella. Per me gli ingredienti erano a “occhio” , ne facevo già incetta prima ancora di portarli in tavola e con gli anni l’ho scimmiottata, senza mai ottenere un risultato che fosse “come quello”. La nonna ha poi lasciato spazio ai fiori di zucca cucinati dal nonno, anche negli ultimi anni di vita li preparava e ce ne lasciava sempre qualcuno.

Li ho fritti oggi, dopo svariato tempo che non consumo pietanze caloriche. Avevo voglia di immergermi in quel sapere confortante, nel giorno in cui Nadia a soli 40 anni ha lasciato un vuoto nella sua famiglia e nei suoi amici, anche un po’ in noi. Ho voluto dedicarglieli, simbolicamente, per noi saranno i “Fiori di Zucca Toffa”. Questa volta, pesando gli ingredienti, che dalla dose a “occhio” sono passati alla precisione (per me), se sia giusto non lo so, ne è uscita una pastella al “punto giusto”.

foto da web

Le associazioni e le combinazioni mi piacciono e le trovo durature nel tempo, credo che lei, Nadia Toffa, ne avrebbe sorriso o meglio riso a squarciagola, come sua consuetudine, di questi “fiori” e magari sarebbe passata qui a casa , nel nostro portico, ad assaggiarli. La voglio ricordare così.

Credo che non esista separazione definitiva finché esiste il ricordo.

per circa 30 fiori

Ingredienti :

farina di Manitoba 200 g

200 g di acqua fredda frizzante ( 1 bicchiere pieno)

1 uovo intero

1 presa di sale

Procedimento :

Stemperare con una frusta la farina e una parte di acqua, aggiungere l’uovo e continuare a mescolare, terminare di introdurre l’acqua.

Si deve ottenere una pastella sufficientemente consistente da fare aderire al fiore prima di immergerlo in olio bollente e portarlo a doratura su ambo i lati.

le foto sono di proprietà di @rossotibet di Amanda Deni, soggette a copyright. Condividere con credito.

#nadiatoffa

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