La Mostra Fotografica

Primo capitolo: Le Forchette


Davide Dutto è un fotografo poliedrico, è una di quelle persone che ti rapiscono subito, che staresti ad ascoltare per ore e quelle con cui avverti il fil rouge.

GUARDA IL VIDEO

Ma come nasce questa mostra che anticipa quelle che verranno? L’ispirazione la instilla proprio una  forchetta ed è quella di Pino Cuttaia, amico di Davide, il Patron del RistorantLa Madia, due Stelle Michelina Licata, in provincia di Agrigento. 

Cosi racconta Davide: “Una storia, raccontatami in una pausa shooting, di una forchetta appartenuta a suo padre. È un cimelio di famiglia con i rebbi allargati che serviva per prendere un po’ di cibo in più, dal piatto di portata. Nel periodo del dopoguerra nelle famiglie del sud Italia, vi era l’usanza di non porzionare il cibo, ma di servirlo in un unico piatto di portata. I commensali attingevano dal piatto e con questo escamotage si riusciva a recuperare una porzione maggiorata”.

No Tools Fork_1 è la Personale del fotografo piemontese a cura di Enrico Debandi, ospitata negli spazi dell’ex Teatro Paesana (Via Bligny 2, Torino) a Palazzo Saluzzo Paesanafino al 3 febbraio. Le forchette sono in primo piano, le posate sono in una veste nuova ed avanguardista, con vero e proprio linguaggio narrativo. 

Nei quaranta scatti esposti si racconta la forchetta come protagonista e portatrice di usi e costumi, si racconta la miseria e la nobiltà di chi l’ha posseduta.

Compaiono le forchette interpretate dall’artista in un tentativo ben riuscito di un colloquio continuo con lo spettatore, in un linguaggio sottile, in bilico tra la storia e l’interpretabilità, permeabile al sentire comune e con ampie possibilità di immaginazione, ora nell’babbaccio di due amanti ora nella mano che chiede carità.

Magistralmente il fotografo le scorpora dalla sua naturale posizione, accanto al cibo, le fotografa su sfondo bianco e le espone su fondo bianco. L’effetto è l’immersione totale nel limbo della nostra cultura antropologica.

La mostra è frutto di un anno di ricerca e recupero del materiale. Sono forchette scovate con intuito creativo, degno di una sapiente decrescita necessaria più che mai in questa nostra era. Ogni posata porta con sé la sua storia ed è come se acquisisse energia ad ogni passaggio di mano in mano.  

L’innovazione nella mostra è il coinvolgimento del pubblico che diviene protagonista. Pino Cuttaia si mette al lavoro e nasce cosi la cena dedicata dove ogni invitato utilizza un’unica forchetta, con i rebbi allargati, per ogni portata, dall’inizio alla fine. Una forchetta offerta come omaggio, per conservare questa esperienza in 5 D.

Ulteriore nota gastronomica per gli addetti ai lavori, ristoratori, chef e stampa, sono stati deliziati dal buffet degustazione di Matteo Baronettodel RistoranteDel Cambio di Torino che ha proposto un menu a buffet di cui vi posso solo raccontare le bontà servite.

Matteo Baronetto – Ristorante Del Cambio

Write A Comment