Più veloce di così non si può.

Un dolce che mette d’accordo tutti.

Quattro semplici mosse ed il successo è assicurato, senza sorprese 

Ognuno di noi ha un “cavallo di battaglia” in cucina per le occasioni. Ho imparato poche ricette a memoria, le mie caratteristiche non mi consentono di ricordare molte cose, questa pero è per me e da sempre la compagna di avventure. Rapida e veloce, quando erano piccini i bimbi era la merenda quasi quotidiana, quella per cui anche gli amichetti volevano passare da noi. L’amaro dell’amaretto a contrasto con il dolce, piaceva anche ai più piccoli. 

Cosi quando ricevo l’invito dell’ultimo minuto diventa, nelle varie versioni e varianti, il dolce prediletto. Ricordo a memoria la ricetta e mi diverto nell’esecuzione perché so che comunque vada è un dolce che riuscirà, anche quando la pasta frolla si “disfa” nel trasferimento dal piano di lavoro alla teglia o quando la pasta non è sufficiente a ricoprirla interamente. Mi diverto nelle decorazioni, che sono quelle che fanno la differenza in termini di tempo da spendere. La pasta scomposta posizionata sopra al ripieno, le losanghe semplici e veloci o con decorazioni più ricercate. Qui dovrete avere un buon numero di stampini.

Credo di aver trovato la ricetta giusta ma non è mai così.

Provo e riprovo nuove versioni e miscelo diverse proporzioni di ingredienti.

Questa ricetta che vi propongo è quella che ha avuto successo di recente sul mio Instagram, mi avete scritto in molte per averla, vista la storia in cui tra ingredienti e procedimento è parsa da subito papabile.

 Per questa ricetta mantengo alcune costanti ma ho modificato il rapporto di uova, ritengo che più rosso d’uovo la mantenga più friabile.

Se volete vedere il procedimento esecutivo in video guardate qui:

 

Utilizzate il mixer, sarà molto più veloce

Dosi per

Tempo esecutivo

Cottura

Dimensioni teglia

8/9 persone

15 minuti

20’/30’

25 cm

LA RICETTA:

500 g. di farina di Manitoba

250 g. di burro freddo

200 g. di zucchero

5 tuorli d’uovo a temperatura ambiente

½ albume (da incrementare lievemente se l’impasto risulta troppo friabile)

½ fialetta di aroma vaniglia

Per il ripieno

caffè: due caffettiere da tre tazze, oppure caffe solubile.  lo lo preparo con 1/2 litro d’acqua e tre cucchiai grandi colmi di polvere

1 pera matura, sbucciata, sottile, con pela patate

250 g di amaretti secchi

 1 cucchiaio di zucchero da inserire nel caffè (facoltativo)

 Come procedere?

Mettere nel mixer il burro tagliato a pezzettini (ricordate freddo) insieme alla farina. Mixare ad alta velocita e ad intermittenza per non scaldare troppo il burro. Continuate finché l’impasto non risulterà sabbioso.

Aggiungere le uova, l’aroma vaniglia e lo zucchero. Mixare nuovamente fino a miscelare gli ingredienti. Si formerà quindi un panetto scomposto che rimuoverete dal mixer ed andrete a lavorare su un piano freddo infarinato (il marmo è l’ideale), non lavoratela troppo e create un panetto.

Avvolgerlo in una pellicola. Se siete sempre di fretta come me, riponetelo in freezer per 15 minuti, se avete tempo lasciatelo almeno 40 minuti in frigo, se lo lasciate di più, non è male.

Una volta rimosso dal freddo, stendete la pasta con un mattarello di legno infarinato, se l’impasto è troppo duro batterlo un pochino.

Portatelo ad un’altezza di circa mezzo centimetro e trasferitelo nella teglia imburrata. Se si rompe non importa, rabboccate dei pezzettini di frolla a posteriori.

Per le più” praticone”, potete anche stenderlo direttamente nella teglia

 Trattenete ovviamente un po’ di impasto per le decorazioni e per le “perfettine” un pezzettino di pasta di circa due cm da avvolgere in pellicola che servirà per “picchiettare’ i bordi della pasta contro la teglia.

Rifinire i bordi tagliando la pasta in eccedenza.

Per il ripieno sciogliere lo zucchero nel caffè tiepido ed immergere gli amaretti: attendere finche non si sbriciolano.

Stendere a questo punto le pere sulla base della crostata e gli amaretti sbriciolati e strizzati.

Per la decorazione finale liberate la fantasia.

In questo caso ho tagliato dei pezzettini di pera con il pelapatate e le lo assemblate a mo di roselline, alternate a stampi di pasta.

Nella seconda crostata troverete le classiche losanghe.

Ed ora in forno!

Quanto deve cuocere?

In forno ventilato, sulla grata centrale  a bassa temperatura : 150/160 gradi,  per 20/30 minuti o comunque appena dora  in superficie.

 

E per il vino? la parola al Sommelier  Matteo Baldiati

  

 

Per l’abbinamento avrei scelto Vin Santo del Chianti Classico, Fèlsina
È un passito a base di sangiovese, malvasia e trebbiano, dal colore ambrato intenso. I profumi vanno dall’albicocca disidrata ai fichi secchi, frutta tropicale, al caramello e frutta secca. Al palato la dolcezza non eccede e l’acidità lo rende equilibrato, bella persistenza gustativa.

 

 

Write A Comment