Nasta Sansone produce gioielli unici per chi ama la tradizione e l’eleganza.

Il mio recente viaggio in terra di Sicilia in cui ho respirato aria al sapore di  agrumi, ho apprezzato mare cristallino e persone genuine, mi ha proiettato, una volta rientrata, in terra milanese, all’interno del padiglione  dedicato all’hand made siciliano, di Homi Milano 2017.

Amo queste giornate colme di incontri, qualcuno sfugge, altri restano, pochi colpiscono l’anima. I sensi rimangono rapiti dalle forme di design più ricercate dove immagino il percorso che porta alla creazione di  un oggetto caricho di significato .

Tra gli espositori più interessanti NASTA SANSONE. Direi unici come i loro prodotti, coloro che della sicilianità ne fanno un baluardo, un’esortazione ad ” amuni” ( non restare fermi )  da cui prende il nome la collezione di preziosi.

Un vero esempio di chi crede nella bellezza e nella valorizzazione di questa terra, così bella e complicata e nella forza delle proprie origini  .

Mi sento una bimba tra i balocchi mentre indosso oggetti dal sapore antico, che sembrano rinvenuti tra scavi archeologici o da qualche scrigno segreto. Una texture unica, quella della lavorazione da parte degli artigiani locali, sapiente la scelta dei materiali utilizzati.

Una danza di forme radicate alla tradizione siciliana, monili : bracciali, orecchini, collane, pendenti, anelli, ispirati alla natura, dalle forme più variegate Vincono la  forma di fichi d’india, l’asinello, la ruota di carretto siciliano e le coffe di paglia. La lavorazione in argento è impreziosita da bagni d’oro e  pietre preziose.

 

 

 

 

La storia di questa azienda è di due amiche, Maria Pia Nasta e Silvana Sansone, appassionate di design, viaggiano nel tempo una accanto all’altra, dai banchi di scuola al più ambito progetto adulto, di una  una società vincente. E riescono, distinguendosi  nel settore del design orafo.

Donne che parlano alle donne, con eleganza e raffinatezza che conservano i valori umani, inossidabili al tempo, come i loro oggetti, che conoscono l’accoglienza e la generosità. Vederle lavorare in concerto, emozionarsi nel racconto della loro attività è qualcosa che ha un buon sapore. E’ bello constatare che c’è chi ancora coltiva le persone come compagne di vita, rendendo immortale l’affetto.

 

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