Un viaggio nell’ecletticismo di uno stilista

Vi racconto la prima mostra nella città meneghina tanto cara al couturier spagnolo.

 

The Art of Shoes, questo è il nome della mostra promossa dal Comune di Milano, prodotta e organizzata da Arthemisia Group, illustra il mondo di Manolo.

Manolo Blahnik è il piu visionario designer nella creazione di scarpe, uno dei nomi più importanti della moda contemporanea, con oltre quarant’anni di esperienza, colui che predilige il tacco 8, veste, ed ha vestito celebrity e non solo, una su tutte Carrie, in Sex and the City. Confesso di non avere mai seguito la serie TV statunitense, ma di esserne sempre rimasta affascinata dai racconti delle persone che invece sono avide delle avventure di Sarah Jessica Parker.

Milano è la prima tappa di un tour internazionale dove  Il Maestro, che pensa alle scarpe in modo alternativo, considerandole una forma espressiva e comunicativa  per enfatizzare la femminilità, mette a disposizione la sua collezione, per le amanti – come me – di questo accessorio. 

E’ un pomeriggio di aprile, io con le calzature nel DNA, alla soglia della chiusura della mostra , non potendo rinunciare a questa retrospettiva, raggiungo  Palazzo Morando in via S. Andrea nel cuore del quadrilatero modaiolo milanese. IL museo dedicato al costume e alla moda da Gennaio accoglie i 212 modelli  dei  30.000 custoditi nell’archivio privato di Blhanik e 80 disegni originali che lo stilista ha realizzato  ad acquerello .

Apprezzo completezza di un artista che traduce la propria fantasia in segni e la rende indossabile. E’ questo che più mi affascina, la comunicazione che esiste tra la “visione“ e la pragmaticità.

Manolo era presente all’inaugurazione e ha raccontato come avviene la creazione del dipinto ritraendo la calzatura quando è già ultimata, come a celebrarne la bellezza e l’immortalità.

Dalla mano dello stilista e dai suoi disegni prendono forma vere e proprie opere d’arte, plasmate nelle manifatture dell’hinterland milanese, calzature spesso impreziosite con materiali rari ed eccentrici.

La firma dello stilista troneggia all’ingresso e accoglie i visitatori con tre modelli di scarpa iconici che anticipano  le migliori creazioni.

Attraversando le sale del palazzo si evince l’impronta di una curatrice, Cristina Carrillo de Albornoz ,

sapiente nella scelta delle calzature da esporre, ognuna carica di significato. Emergono  l’armonia di broccati, tessuti pregiati, fibbie ultraluminose ed applicazioni ricercate.

La mostra abbina i colori e le forme di Manolo contrapponendole a calzature storiche messe a disposizione dalle Civiche Raccolte Storiche di Milano selezionate da Chiara Buss.

La carriera del footwear designer è riassunta nelle sale con sei sezioni.
La prima sezione, Core, incentrata su personaggi storici e contemporanei che hanno ispirato Blahník : da Alessandro Magno a Brigitte Bardot

La seconda, Materiali, raccoglie le calzature con dettagli elaborati

La terza sezione è un escursus attraverso la sua passione per l’arte. Le sue creazioni sono intrise di questa essenza, con forme ardite in bilico tra moda e architettura .

Gala la quarta sezione,  è una rassegna della fantasia artistica di Blhanik. E’ la scarpa ” Marie Antoinette”  protagonista indiscussa che lo ha consacrato.

La quinta sezione è dedicata alla Natura dato il suo amore per il mondo botanico.

Nella sesta ed ultima sezione ritroviamo un  Blahnik e le sue influenze geografiche in Europa, Africa , Asia e Giappone

Mi travolge la teca esplicativa che passo dopo passo, riassume, come in un timelapse in 3.D. , il prodotto finito. Dall’idea, passando  al bozzetto, ai ritagli dei pregiati pellami, gli intagli e l’assemblaggio i tutti i componenti .

Write A Comment